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ESMA vieta la vendita di opzioni binarie

Come molti di voi sicuramente hanno letto, ieri il mondo delle opzioni binarie e più in generale del trading online sono stati fortemente scossi:
http://www.ilsole24ore.com/…/esma-mette-bando-opzioni-binar…
Dopo un’iniziale senso di panico misto a incertezza, abbiamo raccolto più notizie possibili riguardo l’annuncio dell’ESMA,  circa le misure che saranno adottate dai broker che attualmente forniscono le opzioni binarie tra i loro strumenti finanziari.
Ci sono un paio di elementi che ci fanno sperare affinchè si possa continuare a fare trading con opzioni binarie:
– nell’articolo del Sole 24Ore che ho postato si parla di misure temporanee.
– tali strumenti saranno vietati ai clienti al dettaglio.
– Il broker esistente da più tempo sul mercato (binary) inizialmente era un bookmaker ed attualmente per certi prodotti, ha delle autorizzazioni da parte della MGA (Malta Gaming Authority) legate quindi al gioco d’azzardo e non agli strumenti finanziari.
E se a partire dalle prossime settimane anche le opzioni binarie fossero catalogate come gioco d’azzardo e autorizzate sempre dalla MGA?!
– Nel caso in cui sarà davvero vietato in ogni modo ai broker europei di proporre il trading con le opzioni binarie, crediamo che per altri 2-3 mesi, visti i tempi della burocrazia, i broker continueranno a proporli come strumento finanziario.
Cosa succederà dopo?
Crediamo che sarà possibile continuare a utilizzare le opzioni binarie presso broker extra UE, in quanto il divieto riguarderebbe solo i broker e non i cittadini europei, anche se questo aspetto è da chiarire ulteriormente in quanto i broker extra UE potrebbero essere costretti a chiudere il mercato ai residenti in Europa.
Di sicuro se così non fosse, i trader al dettaglio sarebbero ancor meno tutelati in quanto verrebbero a mancare quelle garanzie che fino ad ora gli enti europei preposti alla vigilanza sui mercati avevano garantito.





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Perchè diversificare la vostra strategia di trading?

Se siete dei trader esperti e navigati, o anche imprenditori di successo probabilmente avete diversificato la vostra strategia di trading o le vostre strategie commerciali.

Più spesso invece si parla di metodo vincente, investimento sicuro, strategia infallibile.
E’ ragionevole pensare di affidarsi a un’unica strategia di trading per avere dei profitti costanti nel lungo termine?

Se fate trading da qualche anno sicuramente conoscete i drawdown di cui tutte le strategie sono afflitte.
Il mercato è mutevole ed è inevitabile che ci siano dei periodi nei quali la strategia non si adegua a condizioni di trading differenti facendo soffrire la vostra operatività.

Se volete approcciarvi al trading in maniera professionale, occorre diversificare la vostra operatività affidandola a più strategie ed evitare così che un singolo drawdown si trasformi in un più generale calo dei vostri rendimenti e del vostro portafoglio.

Per esempio, in borsa se si investono tutti i capitali in un solo tipo di azione, qualora il prezzo di tale azione scende, si potrebbe perdere una grande percentuale dei propri soldi.
Allo stesso modo investendo tutte le proprie risorse su una determinata strategia di trading per opzioni binarie, nel momento in cui attraversiamo un periodo di drawdown, andremo incontro a perdite rilevanti.

Con la diversificazione, invece, se si divide il proprio capitale ad esempio tra cinque, dieci o venti azioni diverse, e il prezzo di un’azione scende, è possibile compensare le perdite con i guadagni che derivano dalle altre tipologie di azioni sulle quali si è deciso di puntare.
In maniera analoga, l’utilizzo di più strategie di trading per opzioni binarie consente di applicare il principio della diversificazione anche nel mondo del forex e delle binarie.

Se poi si ha la conoscenza e la competenza per impegnare i propri capitali in diversi mercati, come quello dei futures, quello azionario e oggi come non mai nel mercato delle criptovalute, allora la figura del trader si trasforma e si avvicina sempre di più alla figura dell’imprenditore.

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Bitcoin: cavalcare l’onda con le opzioni binarie?

Il bitcoin è l’oggetto del desiderio di qualunque investitore in questo periodo storico-economico.
Le criptovalute nascono come espressione più estrema dei servizi 3.0 e dell’economia del terzo millennio, sempre meno fatta di moneta cartacea e caratterizzata da transazioni che avvengono con pochi click e qualche codice, facendo passare attraverso la rete un flusso di denaro che tocca i suoi massimi giorno dopo giorno.

Delle criptovalute il bitcoin è evidentemente quello più noto, non solo per esserne stato il capostipite.
Nasce come strumento di pagamento nel Deep Web, ma è anche la prima criptovaluta ad affacciarsi nel mondo dell’economia reale.
Quotidianamente è facile imbattersi in notizie di nuove aperture di punti bitcoin ATM.

Bancomat Bitcoin

E se da una parte i governi e le istituzioni mondiali tendono a porre un freno alla sua corsa (si pensi al blocco della Cina dei primi giorni di settembre, o i tentativi della BCE di limitare il fenomeno denunciandone la pericolosità) dall’altra un sempre maggior numero di grandi investitori e hedge fund si sta avvicinando all’argomento.

Nella metà di settembre il ceo di JPMorgan ha tuonato contro i bitcoin definendoli una truffa, “la bolla del nuovo millennio”, promettendo di licenziare un solo trader della sua banca che avesse sorpreso a fare trading con la criptovaluta.
Peccato che dopo il conseguente ribasso causato anche da queste dichiarazioni la stessa JPMorgan è entrata sul mercato per acquistare bitcoin in grandi quantità per i suoi clienti. Curioso, no?

Al recente Lantern Fund Forum di Lugano cui hanno preso parte importanti attori dell’industria impegnate sul fronte delle criptovalute (fonte www.diaman.it) alla domanda “state pianificando di offrire servizi di investimento in cryptocurrencies” le risposte sono state:

Schermata 2017-12-01 alle 11.39.42 (2)

Non ci vuole un economista per interpretare questi dati.

Parimenti fioriscono gli strumenti finanziari correlati ai bitcoin:

  • Il 15 luglio del 2016 sulla borsa svizzera hanno preso il via gli scambi del primo certificato di investimento con sottostante il valore del bitcoin attraverso la casa di investimenti Vontobel;
  • Il 23 Agosto del 2017 Il Giappone (notoriamente un paese conservatore e tradizionalista) emette i primi bond al mondo denominati in bitcoin (il primo ministro Abe nell’ultimo anno ha più volte dichiarato di essere molto favorevole al bitcoin e alle criptovalute)
  • Il 23 Novembre 2017  la CME (Chicago Mercantile Exchange) dichiara di lanciare future sui bitcoin;
  • Il 24 Novembre 2017 il gruppo Francese Tobam ha annunciato il primo fondo comune al bitcoin;

La lista di strumenti finanziari potrebbe continuare, e siamo certi che continuerà esponenzialmente nel prossimo futuro.

Tutte queste informazioni non possono che indicare due cose:

  1. Settori sempre più variegati del mondo dell’economia si stanno avvicinando velocemente all’argomento;
  2. Importanti flussi di volumi saranno convogliati su questa criptovaluta;
  3. La velocità esponenziale con cui il bitcoin sta crescendo è paragonabile a tutte le grandi bolle speculative del passato: è innegabile questo aspetto, dato che molti vi si stanno avvicinando per trarre profitto dalla crescita del suo valore più che per utilizzarla come strumento di acquisto (nonostante le sue proprietà uniche come l’anonimato della transazione).

Tutto questo come si traduce per un investitore consapevole in termini di approccio da tenere per affrontare il fenomeno?

Chiaro che ci si vorrebbe salire in corsa a un treno che però è già partito e corre veloce.
La vera domanda è: data la natura speculativa del prodotto e i rischi correlati allo scoppio della bolla (che in quanto tale può avvenire in qualunque momento) quale strumento finanziario è il più adatto?

Da sempre Investimenti Binari è impegnato nello studio delle opzioni binarie (dai più considerate sconvenienti a causa del basso rapporto rischio rendimento, al quale si può certamente porre rimedio con un oculato money management).
Mai come in questa circostanza potrebbero rappresentare lo strumento più adatto per affrontare un simile fenomeno, vediamo perché:

  • Sono immuni dagli imponenti flussi di volatilità che investono il mercato dei bitcoin tutti i giorni: la somma investita rimane quella scelta per ogni trade e improvvise impennate o crolli del prezzo non impattano il capitale;
  • CALL o PUT, solo due possibili esiti, dunque semplicità nella scelta dell’operazione da eseguire, senza considerare variabili come uno stop loss o un take profit a cui far fermare l’operazione (problematiche che impattano drammaticamente un trading classico come quello del forex o dei cfd);
  • Guadagno ottenuto anche nel caso di spostamenti nel valore di pochi pips purchè la direzione scelta sia quella giusta;

Il tutto si riduce quindi nel determinare la direzione che l’asset prende in un determinato lasso di tempo.

Tra i vari approcci possibili, entra in gioco un altro aspetto correlato a questo fenomeno: la ciclicità dei movimenti direzionali del valore del bitcoin (rapportato al dollaro) in determinati orari giornalieri, da quando enti istituzionali e fondi di investimenti si sono avvicinati prepotentemente all’argomento.

Si analizzi allo scopo il seguente grafico dell’andamento di una strategia di timing trading (puoi approfondire qui e qui) su questo strumento da giugno:

Schermata 2017-12-01 alle 11.53.20 (2)

Appare evidente come dopo una fase in cui il movimento dell’asset in determinati orari era totalmente casuale (e conseguentemente anche l’andamento della strategia e i guadagni erano piatti) ne è seguita una fase di forte crescita corrispondente a operazioni concluse in profitto.

Ciò che se ne deduce è che da un certo momento in poi le fluttuazioni non sono state casuali ma determinate da massicci investimenti.

Sono state individuate diverse fasce orarie – 3 in particolare – in cui si concentrano questi movimenti e si è ricavato uno studio statistico dal quale è possibile ricavare apposite strategie di timing trading, cavalcando l’onda senza venirne sopraffatti ma sfruttandola nei momenti di massima forza.

Queste strategie hanno performance che sfiorano il 70% di successo, palesando una certa solidità intrinseca e una apparente stabilità che lasciano presagire una continuità sfruttabile nell’immediato futuro.

Se sei interessato all’argomento e vuoi approfondire lo studio statistico alla base di queste strategie di timing trading con le quali poter operare contattaci direttamente sul nostro canale telegram, o manda una mail a info@investimentibinari.it.

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Opzioni binarie o Forex: strumenti a confronto

Da quando mi sono addentrato nella giungla dei mercati finanziari è sempre esistito un dilemma soprattutto tra i novizi:
trading in Opzioni binarie o trading Forex?
La verità è che a questa domanda non c’è una risposta assoluta, non c’è uno strumento migliore di un altro, non è vero che con uno si guadagna e con l’altro si perde.

Si tratta di strumenti di speculazione finanziaria simili tra di loro in quanto entrambi sono accessibili a piccoli investitori con capitali esigui, con entrambi si può operare 24h su 24h, entrambi  hanno in comune la scelta di una previsione al rialzo o al ribasso ed entrambi richiedono lo studio, analisi e conoscenza dei meccanismi alla base dei mercati finanziari.

Il mercato Forex è uno dei mercati più grandi al mondo, sia per numero di transazioni eseguite sia per capitali impiegati.
Quando facciamo trading nel forex e apriamo una posizione su una coppia di valute (es: EUR/USD; GBP/USD) facciamo una previsione al rialzo o al ribasso, guadagnando se la previsione è esatta.
L’entità del guadagno dipende da quanto il prezzo si è mosso a nostro favore.
Se ad esempio apro una posizione long (rialzo) su EUR/USD quando il prezzo è 1.15900 e la chiudo a 1.17700 ho un guadagno maggiore di quanto non lo abbia chiudendo l’operazione a 1.16980.

Forex

Durante un’operazione di questo tipo per stabilire l’ammontare della perdita o del profitto, è necessario utilizzare strumenti quali il take profit e lo stop loss che stabiliscono rispettivamente il livello al quale chiudere la plusvalenza e il livello al quale chiudere l’operazione in perdita.
Tali livelli dipendono anche dal capitale a disposizione e dalla leva finanziaria adottata.
Il trading sul Forex è caratterizzato quindi da diversi fattori che lo rendono più adatto a investitori esperti, le piattaforme necessitano una conoscenza più approfondita risultando di più difficile utilizzo per i trader alle prime armi.

Il mercato delle opzioni binarie è invece un mercato relativamente giovane e più piccolo (anche se in aumento)  rispetto al “fratello maggiore” nel quale investono banche centrali, banche private, governi, investitori privati e piccoli investitori.
Con il trading in opzioni binarie non si comprerà mai realmente l’asset in questione, le opzioni binarie sono dei contratti che si svolgono tra il trader ed il broker, tali opzioni sono degli strumenti finanziari utili solamente per speculare sulle variazioni di valore degli asset.
Rispetto alle operazioni sul Forex, le operazioni binarie sono molto più semplici da negoziare, basterà selezionare l’asset, scegliere la scadenza temporale e determinare la previsione di rialzo o ribasso.
Per ogni operazione l’importo da investire viene stabilito prima e in caso di esito positivo verrà pagato dal broker con un payout che solitamente varia dal 65 al 90%, in caso di esito negativo si perderà l’intero importo.
Rispetto al Forex la variazione dell’asset potrà anche essere davvero minima affinchè l’operazione si concretizzi in una plusvalenza, se il prezzo varierà di molto o di poco non influenzerà l’eventuale guadagno, l’importante è che la previsione sia esatta alla scadenza dell’opzione, sia essa di 5, 10, 60 minuti ecc.

Se ad esempio acquisto un’opzione Put su EUR/USD con scadenza di 4 ore alle 6 del mattino al prezzo di 1,20600 non mi interessa prevedere QUANTO scenderà, ma l’unica cosa che conta è sapere SE scenderà.

Schermata 2018-04-30 alle 12.25.04

La facilità d’acquisto di un’opzione binaria si riflette anche sulle piattaforme che vengono utilizzate per il trading binario, molto più intuitive e userfriendly, adatte quindi anche ai trader meno esperti che si avvicinano a questo mondo.
Purtroppo proprio per queste sue caratteristiche, il trading binario viene spesso avvicinato al gioco d’azzardo.

Opzioni binarie o Forex?

Anche dopo questo excursus sulle caratteristiche dei due strumenti non è semplice dare una risposta.
E’ chiaro che si tratta di strumenti diversi con delle logiche diverse.
Le strategie di trading che funzionano su un asset con le opzioni binarie potrebbero non funzionare sullo stesso asset utilizzando il trading Forex e viceversa.
L’utilizzare l’uno o l’altro dipende solo dalla nostra conoscenza e dalla nostra esperienza.
E’ chiaro che conoscere in maniera approfondita i mercati è la chiave per utilizzare in maniera vincente entrambi gli strumenti.

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Timing trading: moda o nuova frontiera?

Ultimamente tra gli esperti di opzioni binarie si sente parlare sempre più spesso di timing trading, ma cos’è esattamente?
Fino a non molto tempo fa quando si parlava di timing in ambito finanziario si faceva riferimento esclusivamente alla “tempestività”, cioè la capacità di prendere nel momento giusto decisioni di ingresso o uscita in un particolare mercato di attività finanziarie.

Nell’ultimo periodo invece sta dilagando sempre più un tipo di trading profondamente diverso dal classico modo di operare con le opzioni binarie.
Mi riferisco alla moda del momento, cioè quella di fare la stessa operazione ogni giorno, alla stessa ora, sullo stesso asset.
Ma ha senso questo tipo di operatività?
Possibile che ogni giorno alla stessa ora un certo mercato si muove sempre allo stesso modo?

Il mio scetticismo iniziale (chi non avrebbe mostrato un minimo di perplessità?) ha lasciato spazio alla curiosità e alla voglia di capire se mi trovavo di fronte ad una “genialata” commerciale o se realmente osservando i mercati si poteva impostare una strategia di trading che agisce sempre alla stessa ora.

Pensandoci, così come i “livelli chiave” di prezzo ci sono anche degli “orari chiave” dei mercati valutari e dunque uno studio serio sulla statistica di certi orari si può fare ed è proprio ciò che ho fatto concentrandomi su quelli che ho pensato potessero essere degli orari “importanti”.

Che risultati ho ottenuto col timing trading?

Dopo aver individuato gli orari che ho reputato essere significativi per alcune coppie di valute e aver costruito degli storici per ognuna di esse, non senza difficoltà sono riuscito a improntare una strategia che non avrei mai immaginato mi potesse regalare degli ottimi risultati.
Utilizzando poi delle piccole accortezze e utilizzando uno strumento di money management, che non deve mai mancare, le statistiche cominciano a farsi anche molto interessanti.

Allora siamo di fronte alla nuova frontiera del trading per opzioni binarie?

Di sicuro è la moda del momento, di sicuro è un trading molto più veloce che abbatte il rapporto tempo/guadagni che permette a molta gente che vive una vita frenetica, e  che non ha tempo di avvicinarsi a questo mondo.
Ma uno storico di un anno o più sullo stesso mercato che riguarda la stessa operazione, basterà come garanzia per il futuro o alla lunga le tendenze tipiche di un orario nel tempo saranno destinate a cambiare?
Sarà sempre il tempo a dircelo, nel frattempo però sfruttiamolo nel miglior modo.

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Tasse sulle opzioni binarie

Dopo l’anno appena trascorso molti di noi tirano le somme sui bilanci relativi all’attività di trading finanziario.
Da quando le opzioni binarie sono entrate a far parte degli strumenti finanziari, i profitti derivanti dalla loro negoziazione sono considerati a tutti gli effetti delle rendite finanziarie e in quanto tali sono soggette a tassazione.

In Italia, la pubblicazione del decreto n. 141 del 4 settembre 2010, in attuazione della direttiva europea 2008/48/CE ha reso il Forex, CFD  e anche le Opzioni binarie degli  strumenti finanziari come le azioni, le obbligazioni, i bond e tutti gli altri che conosciamo.

Le percentuali da pagare sui guadagni derivanti dal trading on line, sono partite dal 12,5% per arrivare a luglio del 2015 al 26% per effetto della manovra Renzi.
Nonostante gli aumenti, rispetto a una qualsiasi altra attività tutto sommato rimane un’aliquota abbastanza bassa.

Regimi fiscali

Dal punto di vista fiscale esistono due tipi di soluzione per pagare le tasse:
1) regime sostitutivo.
2) regime dichiarativo.

Il primo caso prevede che vi sia una società come intermediario (il broker), che ha il compito di calcolare e pagare l’imposta in base ai guadagni ottenuti dalla negoziazione.
Il guadagno, è chiamato plusvalenza e su questa viene calcolata l’imposta che il broker deve versare allo Stato, sostituendosi nella liquidazione al contribuente.
Il trader non ha quindi adempimenti fiscali da dover svolgere, ma ogni sera dal proprio conto verrà sottratto il 26% dagli eventuali utili da parte del broker che funge da sostituto d’imposta.

La maggior parte dei broker di opzioni binarie tuttavia non è sostituto d’imposta, ogni trader che negozia le opzioni presso uno di questi intermediari dovrà optare per il regime della dichiarazione.
Sarà necessario richiedere al proprio broker, un prospetto con i flussi di denaro in entrata e in uscita (depositi e prelievi) relativi all’intero 2016, in modo da calcolare i guadagni sui quali bisognerà pagare il 26%.

In quest’ultimo caso, ci potrebbe essere un vantaggio in quanto il 26% dall’eventuale utile non viene tolto ogni sera o alla chiusura delle operazioni dalla piattaforma da parte del soggetto che funge da sostituto d’imposta.
Tale cifra rimane disponibile sul conto del trader, il quale avrà così un capitale più ampio da poter investire immediatamente aumentando di conseguenza anche i profitti.

Come pagare le tasse sulle opzioni binarie

I guadagni ottenuti nell’anno 2016 devono essere dichiarati tramite il modello Unico 2017, e attraverso il modello F24 il contribuente dovrà versare l’imposta all’agenzia delle entrate.
La scadenza per quest’anno è prevista entro il 16 giugno 2017 ovvero entro il 16 luglio 2017 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Queste sono solo indicazioni generali per le tasse sulle opzioni binarie, è importante che ogni trader si rivolga ad un commercialista esperto che lo segua nella compilazione dell’Unico e del modello F24.

 

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Attentati terroristici: cosa succede sui mercati?

Purtroppo di questi tempi quello degli attentati terroristici è un argomento all’ordine del giorno.
Tutti noi occidentali, stiamo imparando a convivere con un fenomeno che troppo spesso ci ha lasciati esterrefatti davanti la Tv.

Dal tristissimo 11 Settembre 2001, data dell’attacco alle Torri Gemelle, è stata una drammatica escalation di attentati:
– 12 Ottobre 2002 Indonesia, attacchi contro un bar ristorante e una discoteca dell’isola di Bali.
– 11 Marzo 2004 Spagna, esplodono decine di bombe a bordo di 4 treni nella periferia della capitale.
– 7 Luglio 2005 Gran Bretagna, kamikaze a bordo dei treni della Tube.
– 26, 29 Novembre 2008 India, assalti a vari siti di Mumbai.
– 21, 24 Settembre 2013 Kenya, agguato in un centro commerciale  Nairobi.
– 7 Gennaio 2015 Francia, Charlie Hebdo.
– 2 Aprile 2015 Kenya, assedio all’università di Garissa.
– Marzo Giugno 2015 Tunisia, attentato al museo del Bardo a Tunisi e alla spiaggia di Sousse.
– 10 Ottobre 2015 Turchia, attacco kamikaze alla stazione ferroviaria di Ankara.
– 31 Ottobre 2015, Airbus russo decollato da Sharm el Sheik si schianta nella penisola del Sinai.
– 13 Novembre 2015 Francia, serie di attentati in tutta la capitale francese.
– 22 Marzo 2016 Belgio, attentato all’aeroporto di Bruxelles.
– 14 Luglio 2016 Francia, strage di Nizza.
– 19 Dicembre 2016 Germania, attentato al mercatino di Natale.

Cosa succede sui mercati finanziari?

Facendo un lavoro di revisione sulle operazioni del 2016, ho ricordato nitidamente la reazione del grafico dell’Eur/Usd all’attentato in Belgio il 22 Marzo 2016.

22 marzo M5

Il crollo sul breve termine fu netto, ma considerando timeframe più grandi il crollo è così evidente?
Ho raccolto i grafici con timeframe orari dell’Eur/Usd degli ultimi attentati europei e sembrerebbe che i ribassi abbiano interessato solo il breve termine e che nelle ore successive invece ci sia stata una reazione al rialzo:

22 Marzo Belgio

 19 Dicembre Germania

13 Novembre Parigi

L’attentato del 14 Luglio a Nizza in occasione della festa nazionale francese invece sembra aver influito lievemente anche sul breve termine.

Escluso l’attacco dell’11 Settembre che è stato un evento dalle proporzioni inaudite e il primo di una lunga serie che ha creato ripercussioni pesanti in tutta l’economia mondiale, e fatta eccezione la ripercussione sui titoli delle compagnie aeree e sui titoli legati al turismo dovuta al calo dei flussi turistici di alcuni paesi (vedi Tunisia), possibile che i mercati finanziari abbiano imparato a convivere anch’essi con questa triste realtà?

Oppure più semplicemente si è preso atto del fatto che difficilmente gli attentati terroristici mettono a rischio i fondamentali dei mercati stessi, e cioè l’andamento dell’economia e dei settori in cui operano le aziende quotate?
Approfondendo l’argomento e leggendo questo  articolo sembrerebbe proprio così.

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Cos’è il Drawdown?

Per Drawdown di una strategia di trading si intende la riduzione del capitale investito a seguito di una serie di trades perdenti e va sempre messo in correlazione col totale dei trades effettuati con un determinato sistema di trading.

Se utilizziamo un grafico per visualizzare i risultati di una strategia di trading, il drawdown sarà rappresentato dalla linea che unisce un picco storico positivo a un punto più basso del grafico.
In altre parole, equivale a un periodo di perdita del trading system.

Perchè è importante calcolare il Drawdown?

Ogni strategia di trading nel lungo periodo sarà soggetta a drawdown più o meno ampi, non esiste un modo di operare che dia profitto sempre e comunque.
I mercati non si muovono sempre allo stesso modo, i mercati sono mutevoli e nonostante certi comportamenti si ripetano con continuità in un periodo di tempo, in altri periodi possono discostarsi da tali regole e divenire più tumultuosi e imprevedibili.  Motivo per cui se si applica un sistema di trading basato su criteri fissi nel tempo, questo darà risultati che saranno migliori in certi periodi piuttosto che in altri proprio a causa della variabilità dei mercati.
Calcolare i drawdown nel lungo periodo però è necessario per stabilire se il rendimento di una strategia nel tempo è positivo oppure quest’ultima potrà essere soggetta a drawdown talmente ampi da mettere a rischio il capitale investito.
Più lungo sarà il periodo di tempo analizzato, più significativo sarà lo studio sui profitti e sui periodi di perdita.

Peak’s strategy: siamo in Drawdown?

Il mese di Ottobre almeno fino ad ora, per la Peak’s strategy è stato un mese tormentato in quanto il rendimento positivo degli ultimi mesi ha subìto una battuta d’arresto, ci troviamo in un periodo di drawdown!

Nel primo grafico viene analizzato il rendimento della strategia mese per mese in modo da individuare i mesi più proficui e più adatti alla Peak’s strategy.

drawdown

Nel secondo grafico invece è stato calcolato il rendimento generale della strategia da Marzo 2016 ad oggi.
E’ evidente dall’analisi di quest’ultimo come il rendimento sia ampiamente positivo e solo l’ultimo periodo sia caratterizzato da drawdown.

drawdown1

Le analisi sui grafici sono state effettuate analizzando semplicemente il numero degli ITM (operazioni in vincita) e degli OTM (operazioni in perdita) “pesandoli” però in maniera differente, dando cioè più peso agli OTM anzichè agli ITM a causa del 75% restituito dai broker in quest’ultimo caso a fronte della perdita del 100% nel caso di OTM.
Non sono stati invece analizzati gli importi di ogni singola operazione, che invece possono essere ottimizzati con un adeguato money management.
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Bonus per opzioni binarie: ora di cambiare

Quanti di voi hanno cominciato a fare trading accettando un bonus per opzioni binarie e, dopo qualche mese alla richiesta di prelievo dei propri soldi si sono sentiti rispondere dall’account manager che non era possibile perchè accettando il bonus avevano accettato anche i termini e condizioni relativi ad esso che non permettevano di prelevare nessuna cifra dal conto prima di aver fatto un certo “volume di trading” ?

Probabilmente molte persone accettano il bonus senza nemmeno sapere esattamente come funziona e senza rendersi conto che esso li vincolerà a quel broker per molti mesi e, quando chiedono di poter prelevare ecco la sorpresa!

Non si può pensare che il broker possa regalare soldi ai traders permettendo di prelevare tutto e subito dopo pochissime operazioni, sarebbe troppo comodo, ma non è nemmeno corretto che il broker vincoli il deposito o gli eventuali profitti che vengono generati.

Pian piano lo hanno capito tutti, molto spesso i bonus per opzioni binarie sono stati utilizzati come strumento per attirare nuovi traders inesperti e “intrappolarli” attraverso termini e condizioni che li costringevano a effettuare una mole di operazioni abnorme per il loro capitale.
Tutto questo non ha fatto bene al mondo delle opzioni binarie che tutt’oggi sono associate a termini come frode e inganno, ma da qualche mese sembra che le cose siano cambiate.

Come sono cambiati i bonus per opzioni binarie

Bonus per opzioni binarieLa Cysec (Cyprus Securities and Exchange Commission), l’ente che rilascia le licenze e che controlla le transazioni finanziarie dei broker online con sede fiscale a Cipro, in seguito alle tante lamentele da parte dei commercianti che hanno visto “sequestrati” i propri soldi, ha deciso di intervenire in materia di bonus per opzioni binarie attraverso delle direttive che obbligano i broker a rivedere le loro offerte commerciali.

Attraverso la circolare del 22 Gennaio 2015 la Cysec ha sottolineato che vincolare i fondi degli operatori significa violare la direttiva DI144-2007-01 la quale contiene tutte le disposizioni relative al ritiro dei fondi dei clienti. Il CIF (società d’investimento con sede a Cipro) deve agire in modo corretto e professionale nei confronti dei clienti nel servire loro i servizi finanziari.

Gli effetti di questa stretta da parte dell’ente regolatore cipriota sono evidenti da qualche mese con dei nuovi bonus offerti dai broker che da un lato sono meno allettanti in quanto il volume di trading necessario per prelevarli è aumentato, ma allo stesso tempo si possono prelevare in qualsiasi momento sia il deposito che i profitti generati, anche se in quest’ultimo caso ci sono delle lievi differenze da broker a broker e bisognerebbe scendere nel dettaglio per individuare l’offerta migliore alle proprie esigenze di trading.

Riassumendo, i broker possono porre limiti e condizioni per prelevare il bonus, ma non possono vincolare in nessun modo i capitali degli operatori.
A mio avviso con questo cambiamento ci si è mossi nella giusta direzione, verso un trading più trasparente e più professionale nei confronti dei traders che troppe volte non sono stati tutelati abbastanza.

Se state riscontrando qualche inadempienza da parte di un broker regolamentato Cysec che non sta rispettando l’attuale normativa o volete semplicemente raccontare la vostra esperienza scrivete pure il vostro commento.
L’unione fa la forza!

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Brexit: turbolenze in arrivo?

Il 23 Giugno l’Inghilterra conoscerà i risultati del referendum sulla Brexit, attualmente i sondaggi sono altalenanti e dopo l’omicidio della deputata Jo Cox le probabilità dell’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea sono crollate facendo reagire i mercati: forti acquisti su Borse, sterlina, petrolio, e vendite su Bund, oro, yen, dollaro e franco svizzero.
Vedi gli ultimi aggiornamenti su Il sole 24 ore.

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Vi ricordate il 15 Gennaio 2015?

La Svizzera “sganciò” il franco dall’euro e i mercati colti di sorpresa regirono alla mossa con pesanti vendite sull’azionario, il franco svizzero fu spinto in alto (+13%) e l’euro fu portato ai minimi dal Settembre 2011.
La decisione fu annunciata a sorpresa provocando quindi bruschi e pericolosi movimenti sui cambi che fecero fallire broker e indebitare parecchi trader.

Ovviamente tutto ciò non riguarda i broker e i trader di opzioni binarie poichè, sappiamo già che se un’operazione va in perdita di 1 pip o di 500 pips non cambia nulla in termini di perdita complessiva. Tuttavia, questi giorni che precedono il referendum sulla Brexit saranno giorni particolari in quanto preventivi aggiustamenti da parte di tutti gli attori della scena finanziaria mondiale saranno inevitabili, e potrebbero rendere i mercati “anomali”.

E’ importante che tutti i traders siano consapevoli dei rischi derivanti dal referendum e vi invito dunque a limitare il numero dei trades e prestare massima attenzione almeno fino a giovedì sera. I giorni seguenti invece, potrebbero essere particolarmente interessanti dal punto di vista operativo…..