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Benvenuti su Investimenti Binari 13th December 2018

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Forex “FOReign EXchange”

Il termine Forex è l’abbreviazione di “Foreign Exchange”, ossia “scambio di valute straniere”.
Tale abbreviazione viene comunemente utilizzata per indicare il trading sui mercati delle valute. E’ il mercato più grande del mondo sul quale investono trader, banche, speculatori. Si tratta di un flusso di denaro che viene continuamente scambiato dal Lunedì al Venerdì, fermandosi solo Sabato e Domenica.

E’ un mercato “Over the counter“, un mercato decentralizzato dove rispetto alle borse azionarie non c’è una cassa di compensazione dove fisicamente avvengono le transazioni come ad esempio accade per la borsa italiana o per il Nyse a New York. In pratica i contratti vengono scambiati direttamente tra parti senza una piattaforma di contrattazione che standardizzi i contratti stessi. 
È quindi possibile far trading sulle valute principali in qualsiasi istante, 24 ore al giorno. Dato che, non vi sono orari di borsa prestabiliti c’è sempre qualcosa che sta succedendo, di giorno e di notte.

Le oscillazioni dei cambi tra le valute dipendono da tantissime variabili che dipendono principalmente dai fattori macroeconomici dei vari paesi o anche dalle diverse politiche monetarie.

La storia del forex

moneta-grecaNell’antichità gli scambi commerciali avvenivano tramite il baratto, ovvero lo scambio di un prodotto con un altro o con un servizio.
Solo intorno al 1000 A.C. furono introdotte le monete vere e proprie, con le stesse caratteristiche di quelle che oggi conosciamo: rotonde e incise con materiali come oro e argento.
I greci furono tra i primi a inventarle, il loro valore variava in base al peso.
Fino al medioevo le monete furono utilizzate principalmente all’interno dei regni, solo quando il commercio si estese a livello europeo si ebbe la necessità di fissare dei tassi di cambio. Nacquero così nel 1291 le prime lettere di cambio.

La nascita del Forex nella sua forma moderna avviene intorno agli anni ’70 con il crollo del sistema di Bretton Woods: il mercato dei cambi fu liberalizzato, avviando l’epoca delle libere oscillazioni delle monete di cui è figlio il forex.

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A partire dagli anni ’90 con la diffusione di internet e la reperibilità di dati in tempo reale il livello di interesse verso questo mercato è aumentato a dismisura, diventando accessibile non solo a banche e istituzioni, ma anche a piccoli trader e risparmiatori che possono scambiare valute online grazie ai broker forex.
Oggi il mercato forex è considerato il più grande mercato al mondo con oltre 4 miliardi di Dollari scambiati al giorno.

Come si negozia col forex

Una valuta fluttua in base alla variazione tra domanda e offerta, come d’altronde succede in qualsiasi altro mercato.
Un aumento della domanda o una diminuzione dell’offerta fanno crescere il valore della valuta. Viceversa, una diminuzione della domanda o un aumento dell’offerta fanno diminuire il valore della valuta.

Al contrario di altri mercati, col forex si può fare profitto anche quando la coppia di valuta scende.
Si tratta infatti di un rapporto tra valute, se una coppia di valute scende ci sarà comunque una valuta tra le due che si sta apprezzando nei confronti dell’altra.

L’obiettivo del forex è quindi quello di scambiare una coppia di monete, comprando o vendendo una valuta con la convinzione che il mercato ed i prezzi si muovano nella direzione desiderata. I prezzi di riferimento di una coppia di valute variano più volte nell’arco di una giornata. Tali variazioni tendono a seguire un trend o delle tendenze che sono oggetto di studio degli analisti e dei trader il cui obiettivo è speculare su tali fluttuazioni traendone profitto.

Lotti, mini lotti, micro lotti e la leva finanziaria

Il valore nominale di un lotto standard è di 100000 dollari. Non sarebbe negoziabile per i trader retail senza la leva finanziaria. Grazie alla leva finanziaria, anche con un piccolo capitale è possibile controllare uno o più lotti standard.
Ad esempio considerando una leva 1:100, ogni 1000$ che si hanno sul conto, si potrà negoziare una quantità di 100000$. Se invece si hanno 5000$, si potrà negoziare fino a 500000$ (5 lotti) sul forex.
Il valore nominale dei mini lotti è invece di 10000 dollari, quello dei micro lotti di 1000 dollari.

Per calcolare profitti e perdite sul mercato del forex è necessario conoscere il concetto di pip. Il pip “misura” le variazioni dei prezzi delle varie coppie di valute, delle quali rappresenta l’unità di misura.

Nella maggior parte dei casi il prezzo è indicato da 5 numeri dopo la virgola, EUR/USD = 1,17710.
Non è rispettata questa condizione soprattutto quando è coinvolto lo Yen, USD/JPY: 109,475.
Nel primo caso (EUR/USD) se il prezzo si sposta da 1,17710 a 1,17860 diremo che il prezzo è salito di 15 pips. In questo caso la variazione di un pip rappresenta la variazione che ha subito la quarta cifra dopo la virgola.
Nel caso dello Yen invece, la variazione di un pip rappresenta la variazione che ha subito la seconda cifra dopo la virgola. Se l’USD/JPY si sposta da 109,475 a 109,465 potremo dire che è sceso di un pip.

Una volta che abbiamo individuato come calcolare i pips possiamo anche calcolare i profitti o le perdite.
La quota precisa per pip varia a seconda della coppia negoziata, tuttavia, nel caso in cui venga negoziato un lotto, vale circa 10$ a pip, o l’equivalente se l’account è in €.
Nel caso in cui venga tradato un mini lotto ogni pip vale 1$ o l’equivalente in €.
Nel caso dei micro lotti ogni pip equivale invece a 0,10$ o equivalente in €.

Take profit e stop loss

Consideriamo di aprire una posizione Short di 100000 (1 lotto) su EUR/USD e che il prezzo scenda da 1,17500 a 1,17300: avremo maturato 20 pips.
Il profitto che ne deriva è uguale a 100000 x 0,0020 = 200.
Avremo ottenuto un profitto pari a 200$.
Nel caso in cui invece il prezzo salga da 1,17500 a 1,17700 avremo perso 20 pips e quindi 200$.

E’ opportuno precisare che nell’esempio in esame, l’EUR/USD prima di arrivare a 1,17300 avrà raggiunto tanti altri livelli intermedi ai quali era comunque possibile trarre profitto o limitare le perdite.
Come faccio a stabilire quando chiudere l’operazione e quanto guadagnare? Viceversa, se la mia operazione si rivela incorretta come faccio a stabilire quanto perdere?
Per ogni operazione, se non vogliamo mettere a rischio l’intero nostro capitale è bene fissare uno Stop Loss. Lo Stop Loss è un livello di prezzo che chiuderà la nostra operazione accettando una perdita di 10,20….100, 200 pips a seconda di dove vogliamo collocarlo.
Allo stesso modo è possibile fissare un Take Profit. Il take Profit è un livello di prezzo che chiuderà la nostra operazione facendo un profitto di 10,20….100, 200 pips, anche in questo caso dipenderà solo dal trader e dalla sua strategia di trading.

Ovviamente in questi calcoli non abbiamo tenuto conto delle commissioni applicate dal broker. Queste potranno essere fisse o rappresentate dallo spread (a sua volta espresso in un certo numero di pips).

Lo spread nel forex

Se hai mai visto una piattaforma di trading per il forex, avrai subito notato la presenza di due prezzi per ogni asset. Si tratta del prezzo di ASK (prezzo di vendita) e prezzo di BID (prezzo di acquisto).
Il prezzo di ASK è quello che ci viene offerto dal broker per vendere il nostro asset. Il prezzo di BID quello che ci viene offerto per l’acquisto.
La differenza tra i due prezzi viene chiamata spread e non dipende solo dal mercato ma dipende dalle scelte del broker.
Solitamente broker che applicano degli spread elevati, guadagnano solo da essi. Al contrario, in caso di spread minimi vengono applicate delle commissioni (costi fissi) ad ogni operazione aperta dal trader.

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