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La psicologia nel trading online

La psicologia nel trading on line è un aspetto importantissimo che viene spesso sottovalutato soprattutto dai trader alle prime armi.
Le emozioni possono influire sia in modo positivo che in modo negativo nel trading. Il più delle volte influiranno in modo negativo. Sentimenti come rabbia o euforia, rispettivamente dopo un trade perdente o vincente, possono influire sulle vostre prossime decisioni.
A chi non è mai capitato di agire d’impulso dopo un’operazione perdente cercando di recuperare le perdite?!
A chi non è mai capitato di sentirsi onnipotente e aprire un’operazione sbagliata dopo aver guadagnato da un trade di grosse dimensioni?!

Anche cattivi stati d’animo dovuti allo stress che si può attraversare in determinati momenti della vita, possono condurre il trader a poca lucidità e ad analizzare in modo sbagliato anche le condizioni più semplici del suo trading system.

Alcuni trader che hanno alla base un ottimo sistema di trading, ottengono ottimi risultati solo su conti demo. Nel momento in cui passano ad operare in reale investendo denaro vero non hanno gli stessi ottimi risultati.
Il sistema di trading non funziona più o la paura di perdere denaro e l’avidità hanno preso il sopravvento sulla loro mente? La convinzione nel proprio metodo e la disciplina nel seguirlo devono essere gli unici sentimenti ad occupare la mente del trader.

Psicologia nel trading: come azzerarla o limitarla

Di sicuro il primo passo è riconoscere i propri limiti e affrontare il problema. Esistono dei corsi dedicati al giusto atteggiamento mentale da avere nel trading. Negli ultimi anni con l’affermarsi della professione del trader si sono create delle figure che gravitano intorno ad essa. Tra le altre il trading coach è una figura specializzata nella psicologia del trading. Il “mentalist” si concentrerà sulla vostra mente conducendovi all’atteggiamento emotivo più corretto da avere in tale disciplina.

Un’altra soluzione sicuramente più drastica è quella di automatizzare le vostre strategie di trading. E’ possibile farlo grazie alla creazione di un expert advisor o di un indicatore. L’apertura di posizioni automatiche grazie all’utilizzo di un expert advisor azzererà totalmente l’aspetto emotivo nel trading, facendo lavorare in maniera ottimale il vostro trading system senza influenze negative esterne. Un indicatore invece, vi aiuterà nei momenti di particolare stress. Un software del genere confermerà le vostre analisi e le vostre entrate a mercato. Verrano esclusi di conseguenza gli errori e le cattive interpretazioni della strategia dovute a poca lucidità.

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ESMA vieta la vendita di opzioni binarie

Come molti di voi sicuramente hanno letto, ieri il mondo delle opzioni binarie e più in generale del trading online sono stati fortemente scossi:
http://www.ilsole24ore.com/…/esma-mette-bando-opzioni-binar…
Dopo un’iniziale senso di panico misto a incertezza, abbiamo raccolto più notizie possibili riguardo l’annuncio dell’ESMA,  circa le misure che saranno adottate dai broker che attualmente forniscono le opzioni binarie tra i loro strumenti finanziari.
Ci sono un paio di elementi che ci fanno sperare affinchè si possa continuare a fare trading con opzioni binarie:
– nell’articolo del Sole 24Ore che ho postato si parla di misure temporanee.
– tali strumenti saranno vietati ai clienti al dettaglio.
– Il broker esistente da più tempo sul mercato (binary) inizialmente era un bookmaker ed attualmente per certi prodotti, ha delle autorizzazioni da parte della MGA (Malta Gaming Authority) legate quindi al gioco d’azzardo e non agli strumenti finanziari.
E se a partire dalle prossime settimane anche le opzioni binarie fossero catalogate come gioco d’azzardo e autorizzate sempre dalla MGA?!
– Nel caso in cui sarà davvero vietato in ogni modo ai broker europei di proporre il trading con le opzioni binarie, crediamo che per altri 2-3 mesi, visti i tempi della burocrazia, i broker continueranno a proporli come strumento finanziario.
Cosa succederà dopo?
Crediamo che sarà possibile continuare a utilizzare le opzioni binarie presso broker extra UE, in quanto il divieto riguarderebbe solo i broker e non i cittadini europei, anche se questo aspetto è da chiarire ulteriormente in quanto i broker extra UE potrebbero essere costretti a chiudere il mercato ai residenti in Europa.
Di sicuro se così non fosse, i trader al dettaglio sarebbero ancor meno tutelati in quanto verrebbero a mancare quelle garanzie che fino ad ora gli enti europei preposti alla vigilanza sui mercati avevano garantito.





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Perchè diversificare la vostra strategia di trading?

Se siete dei trader esperti e navigati, o anche imprenditori di successo probabilmente avete diversificato la vostra strategia di trading o le vostre strategie commerciali.

Più spesso invece si parla di metodo vincente, investimento sicuro, strategia infallibile.
E’ ragionevole pensare di affidarsi a un’unica strategia di trading per avere dei profitti costanti nel lungo termine?

Se fate trading da qualche anno sicuramente conoscete i drawdown di cui tutte le strategie sono afflitte.
Il mercato è mutevole ed è inevitabile che ci siano dei periodi nei quali la strategia non si adegua a condizioni di trading differenti facendo soffrire la vostra operatività.

Se volete approcciarvi al trading in maniera professionale, occorre diversificare la vostra operatività affidandola a più strategie ed evitare così che un singolo drawdown si trasformi in un più generale calo dei vostri rendimenti e del vostro portafoglio.

Per esempio, in borsa se si investono tutti i capitali in un solo tipo di azione, qualora il prezzo di tale azione scende, si potrebbe perdere una grande percentuale dei propri soldi.
Allo stesso modo investendo tutte le proprie risorse su una determinata strategia di trading, nel momento in cui attraversiamo un periodo di drawdown, andremo incontro a perdite rilevanti.

Con la diversificazione, invece, se si divide il proprio capitale ad esempio tra cinque, dieci o venti azioni diverse, e il prezzo di un’azione scende, è possibile compensare le perdite con i guadagni che derivano dalle altre tipologie di azioni sulle quali si è deciso di puntare.
In maniera analoga, l’utilizzo di più strategie di trading on line consente di applicare il principio della diversificazione anche nel mondo del forex e delle binarie.

Se poi si ha la conoscenza e la competenza per impegnare i propri capitali in diversi mercati, come quello dei futures, quello azionario e oggi come non mai nel mercato delle criptovalute, allora la figura del trader si trasforma e si avvicina sempre di più alla figura dell’imprenditore.

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Bitcoin: cavalcare l’onda con le opzioni binarie?

Il bitcoin è l’oggetto del desiderio di qualunque investitore in questo periodo storico-economico.
Le criptovalute nascono come espressione più estrema dei servizi 3.0 e dell’economia del terzo millennio, sempre meno fatta di moneta cartacea e caratterizzata da transazioni che avvengono con pochi click e qualche codice, facendo passare attraverso la rete un flusso di denaro che tocca i suoi massimi giorno dopo giorno.

Delle criptovalute il bitcoin è evidentemente quello più noto, non solo per esserne stato il capostipite.
Nasce come strumento di pagamento nel Deep Web, ma è anche la prima criptovaluta ad affacciarsi nel mondo dell’economia reale.
Quotidianamente è facile imbattersi in notizie di nuove aperture di punti bitcoin ATM.

Bancomat Bitcoin

E se da una parte i governi e le istituzioni mondiali tendono a porre un freno alla sua corsa (si pensi al blocco della Cina dei primi giorni di settembre, o i tentativi della BCE di limitare il fenomeno denunciandone la pericolosità) dall’altra un sempre maggior numero di grandi investitori e hedge fund si sta avvicinando all’argomento.

Nella metà di settembre il ceo di JPMorgan ha tuonato contro i bitcoin definendoli una truffa, “la bolla del nuovo millennio”, promettendo di licenziare un solo trader della sua banca che avesse sorpreso a fare trading con la criptovaluta.
Peccato che dopo il conseguente ribasso causato anche da queste dichiarazioni la stessa JPMorgan è entrata sul mercato per acquistare bitcoin in grandi quantità per i suoi clienti. Curioso, no?

Al recente Lantern Fund Forum di Lugano cui hanno preso parte importanti attori dell’industria impegnate sul fronte delle criptovalute (fonte www.diaman.it) alla domanda “state pianificando di offrire servizi di investimento in cryptocurrencies” le risposte sono state:

Schermata 2017-12-01 alle 11.39.42 (2)

Non ci vuole un economista per interpretare questi dati.

Parimenti fioriscono gli strumenti finanziari correlati ai bitcoin:

  • Il 15 luglio del 2016 sulla borsa svizzera hanno preso il via gli scambi del primo certificato di investimento con sottostante il valore del bitcoin attraverso la casa di investimenti Vontobel;
  • Il 23 Agosto del 2017 Il Giappone (notoriamente un paese conservatore e tradizionalista) emette i primi bond al mondo denominati in bitcoin (il primo ministro Abe nell’ultimo anno ha più volte dichiarato di essere molto favorevole al bitcoin e alle criptovalute)
  • Il 23 Novembre 2017  la CME (Chicago Mercantile Exchange) dichiara di lanciare future sui bitcoin;
  • Il 24 Novembre 2017 il gruppo Francese Tobam ha annunciato il primo fondo comune al bitcoin;

La lista di strumenti finanziari potrebbe continuare, e siamo certi che continuerà esponenzialmente nel prossimo futuro.

Tutte queste informazioni non possono che indicare due cose:

  1. Settori sempre più variegati del mondo dell’economia si stanno avvicinando velocemente all’argomento;
  2. Importanti flussi di volumi saranno convogliati su questa criptovaluta;
  3. La velocità esponenziale con cui il bitcoin sta crescendo è paragonabile a tutte le grandi bolle speculative del passato: è innegabile questo aspetto, dato che molti vi si stanno avvicinando per trarre profitto dalla crescita del suo valore più che per utilizzarla come strumento di acquisto (nonostante le sue proprietà uniche come l’anonimato della transazione).

Tutto questo come si traduce per un investitore consapevole in termini di approccio da tenere per affrontare il fenomeno?

Chiaro che ci si vorrebbe salire in corsa a un treno che però è già partito e corre veloce.
La vera domanda è: data la natura speculativa del prodotto e i rischi correlati allo scoppio della bolla (che in quanto tale può avvenire in qualunque momento) quale strumento finanziario è il più adatto?

Da sempre Investimenti Binari è impegnato nello studio delle opzioni binarie (dai più considerate sconvenienti a causa del basso rapporto rischio rendimento, al quale si può certamente porre rimedio con un oculato money management).
Mai come in questa circostanza potrebbero rappresentare lo strumento più adatto per affrontare un simile fenomeno, vediamo perché:

  • Sono immuni dagli imponenti flussi di volatilità che investono il mercato dei bitcoin tutti i giorni: la somma investita rimane quella scelta per ogni trade e improvvise impennate o crolli del prezzo non impattano il capitale;
  • CALL o PUT, solo due possibili esiti, dunque semplicità nella scelta dell’operazione da eseguire, senza considerare variabili come uno stop loss o un take profit a cui far fermare l’operazione (problematiche che impattano drammaticamente un trading classico come quello del forex o dei cfd);
  • Guadagno ottenuto anche nel caso di spostamenti nel valore di pochi pips purchè la direzione scelta sia quella giusta;

Il tutto si riduce quindi nel determinare la direzione che l’asset prende in un determinato lasso di tempo.

Tra i vari approcci possibili, entra in gioco un altro aspetto correlato a questo fenomeno: la ciclicità dei movimenti direzionali del valore del bitcoin (rapportato al dollaro) in determinati orari giornalieri, da quando enti istituzionali e fondi di investimenti si sono avvicinati prepotentemente all’argomento.

Si analizzi allo scopo il seguente grafico dell’andamento di una strategia di timing trading (puoi approfondire qui e qui) su questo strumento da giugno:

Schermata 2017-12-01 alle 11.53.20 (2)

Appare evidente come dopo una fase in cui il movimento dell’asset in determinati orari era totalmente casuale (e conseguentemente anche l’andamento della strategia e i guadagni erano piatti) ne è seguita una fase di forte crescita corrispondente a operazioni concluse in profitto.

Ciò che se ne deduce è che da un certo momento in poi le fluttuazioni non sono state casuali ma determinate da massicci investimenti.

Sono state individuate diverse fasce orarie – 3 in particolare – in cui si concentrano questi movimenti e si è ricavato uno studio statistico dal quale è possibile ricavare apposite strategie di timing trading, cavalcando l’onda senza venirne sopraffatti ma sfruttandola nei momenti di massima forza.

Queste strategie hanno performance che sfiorano il 70% di successo, palesando una certa solidità intrinseca e una apparente stabilità che lasciano presagire una continuità sfruttabile nell’immediato futuro.

Se sei interessato all’argomento e vuoi approfondire lo studio statistico alla base di queste strategie di timing trading con le quali poter operare contattaci direttamente sul nostro canale telegram, o manda una mail a info@investimentibinari.it.

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Timing trading: moda o nuova frontiera?

Ultimamente tra gli esperti di opzioni binarie si sente parlare sempre più spesso di timing trading, ma cos’è esattamente?
Fino a non molto tempo fa quando si parlava di timing in ambito finanziario si faceva riferimento esclusivamente alla “tempestività”, cioè la capacità di prendere nel momento giusto decisioni di ingresso o uscita in un particolare mercato di attività finanziarie.

Nell’ultimo periodo invece sta dilagando sempre più un tipo di trading profondamente diverso dal classico modo di operare con le opzioni binarie.
Mi riferisco alla moda del momento, cioè quella di fare la stessa operazione ogni giorno, alla stessa ora, sullo stesso asset.
Ma ha senso questo tipo di operatività?
Possibile che ogni giorno alla stessa ora un certo mercato si muove sempre allo stesso modo?

Il mio scetticismo iniziale (chi non avrebbe mostrato un minimo di perplessità?) ha lasciato spazio alla curiosità e alla voglia di capire se mi trovavo di fronte ad una “genialata” commerciale o se realmente osservando i mercati si poteva impostare una strategia di trading che agisce sempre alla stessa ora.

Pensandoci, così come i “livelli chiave” di prezzo ci sono anche degli “orari chiave” dei mercati valutari e dunque uno studio serio sulla statistica di certi orari si può fare ed è proprio ciò che ho fatto concentrandomi su quelli che ho pensato potessero essere degli orari “importanti”.

Che risultati ho ottenuto col timing trading?

Dopo aver individuato gli orari che ho reputato essere significativi per alcune coppie di valute e aver costruito degli storici per ognuna di esse, non senza difficoltà sono riuscito a improntare una strategia che non avrei mai immaginato mi potesse regalare degli ottimi risultati.
Utilizzando poi delle piccole accortezze e utilizzando uno strumento di money management, che non deve mai mancare, le statistiche cominciano a farsi anche molto interessanti.

Allora siamo di fronte alla nuova frontiera del trading per opzioni binarie?

Di sicuro è la moda del momento, di sicuro è un trading molto più veloce che abbatte il rapporto tempo/guadagni che permette a molta gente che vive una vita frenetica, e  che non ha tempo di avvicinarsi a questo mondo.
Ma uno storico di un anno o più sullo stesso mercato che riguarda la stessa operazione, basterà come garanzia per il futuro o alla lunga le tendenze tipiche di un orario nel tempo saranno destinate a cambiare?
Sarà sempre il tempo a dircelo, nel frattempo però sfruttiamolo nel miglior modo.

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Tasse sulle opzioni binarie

Dopo l’anno appena trascorso molti di noi tirano le somme sui bilanci relativi all’attività di trading finanziario.
Da quando le opzioni binarie sono entrate a far parte degli strumenti finanziari, i profitti derivanti dalla loro negoziazione sono considerati a tutti gli effetti delle rendite finanziarie e in quanto tali sono soggette a tassazione.

In Italia, la pubblicazione del decreto n. 141 del 4 settembre 2010, in attuazione della direttiva europea 2008/48/CE ha reso il Forex, CFD  e anche le Opzioni binarie degli  strumenti finanziari come le azioni, le obbligazioni, i bond e tutti gli altri che conosciamo.

Le percentuali da pagare sui guadagni derivanti dal trading on line, sono partite dal 12,5% per arrivare a luglio del 2015 al 26% per effetto della manovra Renzi.
Nonostante gli aumenti, rispetto a una qualsiasi altra attività tutto sommato rimane un’aliquota abbastanza bassa.

Regimi fiscali

Dal punto di vista fiscale esistono due tipi di soluzione per pagare le tasse:
1) regime sostitutivo.
2) regime dichiarativo.

Il primo caso prevede che vi sia una società come intermediario (il broker), che ha il compito di calcolare e pagare l’imposta in base ai guadagni ottenuti dalla negoziazione.
Il guadagno, è chiamato plusvalenza e su questa viene calcolata l’imposta che il broker deve versare allo Stato, sostituendosi nella liquidazione al contribuente.
Il trader non ha quindi adempimenti fiscali da dover svolgere, ma ogni sera dal proprio conto verrà sottratto il 26% dagli eventuali utili da parte del broker che funge da sostituto d’imposta.

La maggior parte dei broker di opzioni binarie tuttavia non è sostituto d’imposta, ogni trader che negozia le opzioni presso uno di questi intermediari dovrà optare per il regime della dichiarazione.
Sarà necessario richiedere al proprio broker, un prospetto con i flussi di denaro in entrata e in uscita (depositi e prelievi) relativi all’intero 2016, in modo da calcolare i guadagni sui quali bisognerà pagare il 26%.

In quest’ultimo caso, ci potrebbe essere un vantaggio in quanto il 26% dall’eventuale utile non viene tolto ogni sera o alla chiusura delle operazioni dalla piattaforma da parte del soggetto che funge da sostituto d’imposta.
Tale cifra rimane disponibile sul conto del trader, il quale avrà così un capitale più ampio da poter investire immediatamente aumentando di conseguenza anche i profitti.

Come pagare le tasse sulle opzioni binarie

I guadagni ottenuti nell’anno 2016 devono essere dichiarati tramite il modello Unico 2017, e attraverso il modello F24 il contribuente dovrà versare l’imposta all’agenzia delle entrate.
La scadenza per quest’anno è prevista entro il 16 giugno 2017 ovvero entro il 16 luglio 2017 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Queste sono solo indicazioni generali per le tasse sulle opzioni binarie, è importante che ogni trader si rivolga ad un commercialista esperto che lo segua nella compilazione dell’Unico e del modello F24.

 

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Bonus per opzioni binarie: ora di cambiare

Quanti di voi hanno cominciato a fare trading accettando un bonus per opzioni binarie e, dopo qualche mese alla richiesta di prelievo dei propri soldi si sono sentiti rispondere dall’account manager che non era possibile perchè accettando il bonus avevano accettato anche i termini e condizioni relativi ad esso che non permettevano di prelevare nessuna cifra dal conto prima di aver fatto un certo “volume di trading” ?

Probabilmente molte persone accettano il bonus senza nemmeno sapere esattamente come funziona e senza rendersi conto che esso li vincolerà a quel broker per molti mesi e, quando chiedono di poter prelevare ecco la sorpresa!

Non si può pensare che il broker possa regalare soldi ai traders permettendo di prelevare tutto e subito dopo pochissime operazioni, sarebbe troppo comodo, ma non è nemmeno corretto che il broker vincoli il deposito o gli eventuali profitti che vengono generati.

Pian piano lo hanno capito tutti, molto spesso i bonus per opzioni binarie sono stati utilizzati come strumento per attirare nuovi traders inesperti e “intrappolarli” attraverso termini e condizioni che li costringevano a effettuare una mole di operazioni abnorme per il loro capitale.
Tutto questo non ha fatto bene al mondo delle opzioni binarie che tutt’oggi sono associate a termini come frode e inganno, ma da qualche mese sembra che le cose siano cambiate.

Come sono cambiati i bonus per opzioni binarie

Bonus per opzioni binarieLa Cysec (Cyprus Securities and Exchange Commission), l’ente che rilascia le licenze e che controlla le transazioni finanziarie dei broker online con sede fiscale a Cipro, in seguito alle tante lamentele da parte dei commercianti che hanno visto “sequestrati” i propri soldi, ha deciso di intervenire in materia di bonus per opzioni binarie attraverso delle direttive che obbligano i broker a rivedere le loro offerte commerciali.

Attraverso la circolare del 22 Gennaio 2015 la Cysec ha sottolineato che vincolare i fondi degli operatori significa violare la direttiva DI144-2007-01 la quale contiene tutte le disposizioni relative al ritiro dei fondi dei clienti. Il CIF (società d’investimento con sede a Cipro) deve agire in modo corretto e professionale nei confronti dei clienti nel servire loro i servizi finanziari.

Gli effetti di questa stretta da parte dell’ente regolatore cipriota sono evidenti da qualche mese con dei nuovi bonus offerti dai broker che da un lato sono meno allettanti in quanto il volume di trading necessario per prelevarli è aumentato, ma allo stesso tempo si possono prelevare in qualsiasi momento sia il deposito che i profitti generati, anche se in quest’ultimo caso ci sono delle lievi differenze da broker a broker e bisognerebbe scendere nel dettaglio per individuare l’offerta migliore alle proprie esigenze di trading.

Riassumendo, i broker possono porre limiti e condizioni per prelevare il bonus, ma non possono vincolare in nessun modo i capitali degli operatori.
A mio avviso con questo cambiamento ci si è mossi nella giusta direzione, verso un trading più trasparente e più professionale nei confronti dei traders che troppe volte non sono stati tutelati abbastanza.

Se state riscontrando qualche inadempienza da parte di un broker regolamentato Cysec che non sta rispettando l’attuale normativa o volete semplicemente raccontare la vostra esperienza scrivete pure il vostro commento.
L’unione fa la forza!

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Le migliori app di money management per opzioni binarie

Il money management viene definito come “gestione del capitale” e rappresenta la corretta gestione del denaro per una determinata attività, nel nostro caso parleremo di money management per opzioni binarie.
Nonostante le opzioni binarie siano tra gli strumenti finanziari più semplici da utilizzare, bisogna tenere presente che si tratta pur sempre di strumenti con un alto rischio di perdita, ed è dunque consigliabile utilizzarle con coscienza e professionalità.
Prima ancora della corretta gestione del denaro e di un buon money management per opzioni binarie dobbiamo avere un’ottima strategia di trading che ci permetta di non aprire posizioni a caso, ma ci faccia aprire posizioni mirate sulla base di studi e di una corretta analisi tecnica. E’ necessario avere un trading system ben definito, non si può accedere alla piattaforma, prendere il primo asset a caso e puntare una certa somma!
Un sistema di trading adeguato, accompagnato con un adeguato money management sarà sufficiente a garantirvi risultati positivi nel lungo periodo.

Uno dei metodi di money management per opzioni binarie da affiancare a una strategia di trading è il famoso algoritmo di Masaniello che permette di stabilire preliminarmente il capitale che vogliamo investire nella nostra strategia di trading, il numero di operazioni totali nelle quali rischieremo il nostro capitale, il numero di operazioni attese, cioè il numero delle operazioni che dobbiamo portare in profitto, e la quota media che solitamente si imposta a 1,75 visto che ogni operazione in profitto mediamente viene remunerata dal broker col 75% dell’importo investito.

Come impostare il money management per opzioni binarie dal proprio smartphone

Dove trovare questo metodo di money management senza dover scaricare scomodi e poco pratici fogli excel?
Esistono due comodissime app per smartphone che alla base del loro software hanno il metodo Masaniello e permettono di gestire qualsiasi progressione con estrema semplicità, si tratta di Obiettivo: win su Apple Store e Beat the dealer su Play Store.
Basterà dapprima generare la progressione, successivamente andare in “gestione progressione” per impostare i parametri che noi desideriamo

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Eccovi un esempio di money management impostando un Masaniello con 20 eventi totali, 11 eventi attesi, una quota media di 1,75 (parametro consigliato per ogni Masaniello che si utilizza con le opzioni binarie) e un capitale iniziale di 250 Euro.

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Impostati questi parametri bisognerà cliccare su “Calcola” (Cerchio Blu) e avremo come risultato il “Rendimento del metodo” (Riquadro giallo) che ci fornisce il guadagno nel caso in cui il Masaniello si chiudesse positivamente. Cliccando poi su “Dettaglio progressione” (Cerchio viola), il software ci fornisce esattamente gli importi che  bisognerà inserire per ogni opzione binaria (Cerchi blu nell’immagine sotto) per raggiungere il “Rendimento del metodo”. Per ogni evento di volta in volta dovremo solo inserire l’esito (vincente o perdente) e automaticamente si aggiornerà l’importo che bisognerà investire nell’operazione successiva fino a raggiungere la fine della progressione.

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Siate sempre disciplinati, organizzate e pianificate per bene la vostra strategia, anche se ci doveste mettere dei mesi non importa, siate rigidi e scrupolosi nell’applicare il vostro metodo. Solo seguendo queste semplici regole potrete ottenere dei grandi risultati.

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La professione del trader

Il trader può essere definito come colui che svolge attività di negoziazione di azioni, obbligazioni, future, derivati, titoli, valute ecc. sui mercati finanziari, attraverso l’utilizzo di internet. Il trading è considerato una professione quando diventa il lavoro principale di un individuo e non un’attività svolta nel tempo libero.
Da quando, nel 1999 è stata introdotta la nuova regolamentazione che permette di effettuare transazioni economiche sui mercati finanziari tramite l’utilizzo di internet, in Italia l’interesse per il trading online è andato via via crescendo.

Come svolgere la professione del trader

Stiamo parlando di una professione emergente, che teoricamente è accessibile a tutti basta infatti un computer, una connessione a internet e un conto con un intermediario finanziario. La facilità d’accesso alla professione però non deve essere confusa con la facilità d’esercizio della professione infatti, per diventare trader professionisti è necessario acquisire una specifica preparazione teorica sul funzionamento dei mercati, competenza nell’utilizzo delle moderne piattaforme di trading e attitudine all’analisi tecnica.
Ogni professione richiede un importante investimento in termini di tempo, energie e anche denaro investito…….perchè il trading dovrebbe fare eccezione?

La professione del trader è una delle poche in cui se sbagli perdi soldi al contrario di molte altre, in cui se sbagli vieni pagato comunque. Conoscere questi aspetti è fondamentale prima di improvvisarsi in un mestiere dove è necessario formarsi anche sotto l’aspetto personale ed emotivo infatti, sono indispensabili doti personali come la capacità di autocontrollo, freddezza, e consapevolezza dei rischi legati alle transazioni.

Esistono tantissimi libri e tantissimi traders che mettono a disposizione le loro conoscenze e la loro esperienza per chi volesse intraprendere questo percorso.
Il mio consiglio è quello di sottoporsi a un periodo di formazione piuttosto lungo ed acquisire delle proprie tecniche e una propria disciplina perché il 90% delle persone che nel trading perde soldi lo fa perché si improvvisa in una professione che invece richiede passione si, ma anche impegno e sacrificio.

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Fondamentale scegliere un broker con licenza Cysec

È una regola fondamentale per ogni trader, dal principiante al più esperto: chi vuole operare con le opzioni binarie deve assolutamente scegliere un buon broker, che sia innanzitutto sicuro ed affidabile. La ragione è semplice: per fare trading online si dovrà innanzitutto depositare il proprio denaro e darlo in gestione ad un intermediario, broker o istituto finanziario che sia. Quindi sarà necessario fare molta attenzione a chi si versano i propri soldi, per non incorrere in possibili truffe. E con i soldi si sa, la fregatura è potenzialmente dietro l’angolo. Ciò vale soprattutto su Internet: infatti si affidano i propri soldi senza nemmeno sapere chi sta dall’altra parte. Un malintenzionato potrebbe fare tutto ciò che vuole con il denaro ricevuto. Nella peggior ipotesi anche prenderselo e scappare, per esempio con i noti sistemi piramidali delle catene di Sant’Antonio. Qui sorgono spontanee due domande: quale piattaforma scegliere? Di quale broker mi posso fidare? Entrambe portano alla questione della regolamentazione, uno dei punti fondamentali nella scelta del giusto broker, o perlomeno un elemento che permette di scartare subito chi non dispone di autorizzazioni europee. Dal 2012, l’unione europea (UE) ha infatti riconosciuto alle opzioni binarie lo status di strumento finanziario ufficialmente parificato a tutti gli altri, quindi come tale da regolare da parte delle autorità nazionali competenti.

La CySEC, la Consob e la MiFID

Visto che per ragioni fiscali la maggior parte dei broker ha la sua sede a Cipro, essi ottengono la licenza da parte della CySEC (Cyprus Securities and Exchange Commission), che controlla le transazioni finanziarie dei broker online con sede fiscale sull’isola. La licenza CySEC dà la garanzia di affidarsi ad un intermediario che eseguirà tutte le operazioni secondo i criteri di legge, pagando tutte le operazioni in conformità alle disposizioni vigenti e versando ad ogni trader il denaro che gli spetta. Inoltre la licenza CySEC offre un’apposita assicurazione sui fondi depositati, nel caso in cui il broker dovesse fallire. In effetti ogni nazione ha la sua autorità di vigilanza. Per le società con sede in Italia, l’autorità di riferimento è la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa). Per chi opera dall’Italia è ancora meglio se il broker viene riconosciuto anche dalla Consob. Sarà senza dubbio meno difficile procedere nel caso di problemi, comunicando direttamente in italiano con l’autorità nazionale del proprio paese.

È inoltre doveroso citare la direttiva dell’UE sulle transazioni finanziarie, la MiFID, che i broker attivi in Europa sono tenuti a rispettare. Secondo la direttiva europea MiFID, il broker che ottiene una licenza in un paese dell’UE può legalmente fornire i suoi servizi anche a trader di altri paesi UE. In pratica ci si dovrà fidare solo dei broker in possesso di una licenza europea come la CySEC o la Consob. Affidarsi ad un intermediario privo di autorizzazioni è invece una scelta che può esporre a rischi eccessivi: esistono società non regolamentate che agiscono solo a loro vantaggio e danneggiano i trader, alterando i valori delle interfacce, ritardando la visualizzazione dei dati, trattenendo illecitamente somme dall’account. Caso estremo, addirittura spariscono nel nulla portandosi via tutti i fondi.

Diffidare dei broker senza licenza

Individuare i broker muniti di licenza CySEC o Consob (o di un altro paese UE) è quindi il primo passo per iniziare a fare trading online con la dovuta sicurezza. Di solito le licenze figurano sul sito del broker, quindi è d’obbligo informarsi per bene e verificare sulle pagine delle autorità di regolamentazione (per esempio sul sito della CySEC www.cysec.gov.cy ) se effettivamente l’ottenimento della licenza da parte del broker per il quale ci si interessa è veritiero. Se invece il broker non cita informazioni specifiche sulla regolamentazione non è un buon segno, dunque si consiglia in questo caso di diffidare, anche se vengono promessi lauti bonus e allettanti guadagni.

In conclusione

Per il futuro si spera che le liste dei broker con licenza aumenti sempre più, per poter avere sufficienti garanzie di avere un partner di trading affidabile e sicuro. Il fatto che l’acquisizione della licenza stia diventando un requisito fondamentale per poter operare senza problemi porta di fatto ad una netta divisione tra broker affidabili e non. La sicurezza viene prima di tutto. Dunque Informarsi a dovere prima di scegliere il broker è d’obbligo.