Roberto Napoli Nessun commento

Bitcoin: cavalcare l’onda con le opzioni binarie?

Il bitcoin è l’oggetto del desiderio di qualunque investitore in questo periodo storico-economico.
Le criptovalute nascono come espressione più estrema dei servizi 3.0 e dell’economia del terzo millennio, sempre meno fatta di moneta cartacea e caratterizzata da transazioni che avvengono con pochi click e qualche codice, facendo passare attraverso la rete un flusso di denaro che tocca i suoi massimi giorno dopo giorno.

Delle criptovalute il bitcoin è evidentemente quello più noto, non solo per esserne stato il capostipite.
Nasce come strumento di pagamento nel Deep Web, ma è anche la prima criptovaluta ad affacciarsi nel mondo dell’economia reale.
Quotidianamente è facile imbattersi in notizie di nuove aperture di punti bitcoin ATM.

Bancomat Bitcoin

E se da una parte i governi e le istituzioni mondiali tendono a porre un freno alla sua corsa (si pensi al blocco della Cina dei primi giorni di settembre, o i tentativi della BCE di limitare il fenomeno denunciandone la pericolosità) dall’altra un sempre maggior numero di grandi investitori e hedge fund si sta avvicinando all’argomento.

Nella metà di settembre il ceo di JPMorgan ha tuonato contro i bitcoin definendoli una truffa, “la bolla del nuovo millennio”, promettendo di licenziare un solo trader della sua banca che avesse sorpreso a fare trading con la criptovaluta.
Peccato che dopo il conseguente ribasso causato anche da queste dichiarazioni la stessa JPMorgan è entrata sul mercato per acquistare bitcoin in grandi quantità per i suoi clienti. Curioso, no?

Al recente Lantern Fund Forum di Lugano cui hanno preso parte importanti attori dell’industria impegnate sul fronte delle criptovalute (fonte www.diaman.it) alla domanda “state pianificando di offrire servizi di investimento in cryptocurrencies” le risposte sono state:

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Non ci vuole un economista per interpretare questi dati.

Parimenti fioriscono gli strumenti finanziari correlati ai bitcoin:

  • Il 15 luglio del 2016 sulla borsa svizzera hanno preso il via gli scambi del primo certificato di investimento con sottostante il valore del bitcoin attraverso la casa di investimenti Vontobel;
  • Il 23 Agosto del 2017 Il Giappone (notoriamente un paese conservatore e tradizionalista) emette i primi bond al mondo denominati in bitcoin (il primo ministro Abe nell’ultimo anno ha più volte dichiarato di essere molto favorevole al bitcoin e alle criptovalute)
  • Il 23 Novembre 2017  la CME (Chicago Mercantile Exchange) dichiara di lanciare future sui bitcoin;
  • Il 24 Novembre 2017 il gruppo Francese Tobam ha annunciato il primo fondo comune al bitcoin;

La lista di strumenti finanziari potrebbe continuare, e siamo certi che continuerà esponenzialmente nel prossimo futuro.

Tutte queste informazioni non possono che indicare due cose:

  1. Settori sempre più variegati del mondo dell’economia si stanno avvicinando velocemente all’argomento;
  2. Importanti flussi di volumi saranno convogliati su questa criptovaluta;
  3. La velocità esponenziale con cui il bitcoin sta crescendo è paragonabile a tutte le grandi bolle speculative del passato: è innegabile questo aspetto, dato che molti vi si stanno avvicinando per trarre profitto dalla crescita del suo valore più che per utilizzarla come strumento di acquisto (nonostante le sue proprietà uniche come l’anonimato della transazione).

Tutto questo come si traduce per un investitore consapevole in termini di approccio da tenere per affrontare il fenomeno?

Chiaro che ci si vorrebbe salire in corsa a un treno che però è già partito e corre veloce.
La vera domanda è: data la natura speculativa del prodotto e i rischi correlati allo scoppio della bolla (che in quanto tale può avvenire in qualunque momento) quale strumento finanziario è il più adatto?

Da sempre Investimenti Binari è impegnato nello studio delle opzioni binarie (dai più considerate sconvenienti a causa del basso rapporto rischio rendimento, al quale si può certamente porre rimedio con un oculato money management).
Mai come in questa circostanza potrebbero rappresentare lo strumento più adatto per affrontare un simile fenomeno, vediamo perché:

  • Sono immuni dagli imponenti flussi di volatilità che investono il mercato dei bitcoin tutti i giorni: la somma investita rimane quella scelta per ogni trade e improvvise impennate o crolli del prezzo non impattano il capitale;
  • CALL o PUT, solo due possibili esiti, dunque semplicità nella scelta dell’operazione da eseguire, senza considerare variabili come uno stop loss o un take profit a cui far fermare l’operazione (problematiche che impattano drammaticamente un trading classico come quello del forex o dei cfd);
  • Guadagno ottenuto anche nel caso di spostamenti nel valore di pochi pips purchè la direzione scelta sia quella giusta;

Il tutto si riduce quindi nel determinare la direzione che l’asset prende in un determinato lasso di tempo.

Tra i vari approcci possibili, entra in gioco un altro aspetto correlato a questo fenomeno: la ciclicità dei movimenti direzionali del valore del bitcoin (rapportato al dollaro) in determinati orari giornalieri, da quando enti istituzionali e fondi di investimenti si sono avvicinati prepotentemente all’argomento.

Si analizzi allo scopo il seguente grafico dell’andamento di una strategia di timing trading (puoi approfondire qui e qui) su questo strumento da giugno:

Schermata 2017-12-01 alle 11.53.20 (2)

Appare evidente come dopo una fase in cui il movimento dell’asset in determinati orari era totalmente casuale (e conseguentemente anche l’andamento della strategia e i guadagni erano piatti) ne è seguita una fase di forte crescita corrispondente a operazioni concluse in profitto.

Ciò che se ne deduce è che da un certo momento in poi le fluttuazioni non sono state casuali ma determinate da massicci investimenti.

Sono state individuate diverse fasce orarie – 3 in particolare – in cui si concentrano questi movimenti e si è ricavato uno studio statistico dal quale è possibile ricavare apposite strategie di timing trading, cavalcando l’onda senza venirne sopraffatti ma sfruttandola nei momenti di massima forza.

Queste strategie hanno performance che sfiorano il 70% di successo, palesando una certa solidità intrinseca e una apparente stabilità che lasciano presagire una continuità sfruttabile nell’immediato futuro.

Se sei interessato all’argomento e vuoi approfondire lo studio statistico alla base di queste strategie di timing trading con le quali poter operare contattaci direttamente sul nostro canale telegram, o manda una mail a info@investimentibinari.it.