Tasse sulle opzioni binarie
Roberto Napoli Nessun commento

Dopo l’anno appena trascorso molti di noi tirano le somme sui bilanci relativi all’attività di trading finanziario.
Da quando le opzioni binarie sono entrate a far parte degli strumenti finanziari, i profitti derivanti dalla loro negoziazione sono considerati a tutti gli effetti delle rendite finanziarie e in quanto tali sono soggette a tassazione.

In Italia, la pubblicazione del decreto n. 141 del 4 settembre 2010, in attuazione della direttiva europea 2008/48/CE ha reso il Forex, CFD  e anche le Opzioni binarie degli  strumenti finanziari come le azioni, le obbligazioni, i bond e tutti gli altri che conosciamo.

Le percentuali da pagare sui guadagni derivanti dal trading on line, sono partite dal 12,5% per arrivare a luglio del 2015 al 26% per effetto della manovra Renzi.
Nonostante gli aumenti, rispetto a una qualsiasi altra attività tutto sommato rimane un’aliquota abbastanza bassa.

Regimi fiscali

Dal punto di vista fiscale esistono due tipi di soluzione per pagare le tasse:
1) regime sostitutivo.
2) regime dichiarativo.

Il primo caso prevede che vi sia una società come intermediario (il broker), che ha il compito di calcolare e pagare l’imposta in base ai guadagni ottenuti dalla negoziazione.
Il guadagno, è chiamato plusvalenza e su questa viene calcolata l’imposta che il broker deve versare allo Stato, sostituendosi nella liquidazione al contribuente.
Il trader non ha quindi adempimenti fiscali da dover svolgere, ma ogni sera dal proprio conto verrà sottratto il 26% dagli eventuali utili da parte del broker che funge da sostituto d’imposta.

La maggior parte dei broker di opzioni binarie tuttavia non è sostituto d’imposta, ogni trader che negozia le opzioni presso uno di questi intermediari dovrà optare per il regime della dichiarazione.
Sarà necessario richiedere al proprio broker, un prospetto con i flussi di denaro in entrata e in uscita (depositi e prelievi) relativi all’intero 2016, in modo da calcolare i guadagni sui quali bisognerà pagare il 26%.

In quest’ultimo caso, ci potrebbe essere un vantaggio in quanto il 26% dall’eventuale utile non viene tolto ogni sera o alla chiusura delle operazioni dalla piattaforma da parte del soggetto che funge da sostituto d’imposta.
Tale cifra rimane disponibile sul conto del trader, il quale avrà così un capitale più ampio da poter investire immediatamente aumentando di conseguenza anche i profitti.

Come pagare le tasse sulle opzioni binarie

I guadagni ottenuti nell’anno 2016 devono essere dichiarati tramite il modello Unico 2017, e attraverso il modello F24 il contribuente dovrà versare l’imposta all’agenzia delle entrate.
La scadenza per quest’anno è prevista entro il 16 giugno 2017 ovvero entro il 16 luglio 2017 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Queste sono solo indicazioni generali per le tasse sulle opzioni binarie, è importante che ogni trader si rivolga ad un commercialista esperto che lo segua nella compilazione dell’Unico e del modello F24.